Corso di Perfezionamento in "Didattica dell'Italiano come Lingua Straniera"

Alcuni esempi:

a.a. 2007/8 La favola del piccolo indiano http://antonellaelia.wikispaces.com/La+favola+del+piccolo+indiano
a.a. 2008/9 Una giostra per Taha
a.a. 2009/10 I musicanti di Scampia...animali da palcoscenico a.a. 2009-10
a.a. 2010/11 La ns. favola Il mercante di sogni
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..UNA GIOSTRA PER TAHA
Taha era un bambino rom di nove anni. Viveva con la sua famiglia numerosa in una baracca in un campo nomadi alla periferia di Napoli. Occhi grandi e vispi, zainetto in spalla, tutti i pomeriggi Taha andava in giro per la città a vendere fazzolettini di carta. Quel giorno Taha si trovava al parco Virgiliano: un parco molto ampio , pieno di piante e fiori e dotato di casotti, altalene ed altre attrazioni per i piccoli. Fortunatamente era un pomeriggio assolato e c'era molta gente che passeggiava nel parco. Si avvicinava ai passanti e chiedeva loro :"Compra fazzoletti, comprali dai!", ma nessuno si fermava e molti si infastidivano alla presenza di questo bambino trasandato.
Dopo aver girato per un po' Taha capì che, nonostante il sole e tutta quella gente che passeggiava allegra, non era la sua giornata fortunata...era lì già da due ore e aveva venduto a stento un paio di pacchetti! Che avrebbe dovuto fare? Cercare sua madre e tornarsene al campo, rinunciando a tutto quel verde? A qualcuno sembrerà strano, ma a tutti piace il verde! Anche ai bambini rom, che non ci sono tanto abituati. Mentre rifletteva su cosa fare, vide la sua maestra che gli veniva incontro. La maestra Annamaria era sempre gentile con lui e ciò che più gli piaceva di lei era il suo profumo...un profumo che sapeva di cose buone, di biscotti appena sfornati.
Taha sapeva che la maestra gli voleva bene, anche se a volte era un po' severa. Ed era molto contento quando, dopo le lezioni, nell'aula con la grande finestra che dava sul giardino della scuola, Annamaria aiutava lui e gli altri bambini ad imparare tante nuove parole con giochi e canzoni che Taha, la sera, prima di addormentarsi, insegnava ai suoi fratelli più piccoli. Ma era sabato, niente lezioni con la maestra Annamaria... "Ciao maestra?Che cosa fai qui?" "Ciao Taha, sai che mi piace fare un pò di corsa nel parco quando le giornate sono così belle e calde! e tu?" "Maestra, io vendo fazzoletti, ma oggi nessuno compra. Però non voglio tornare subito al campo. Qui è così bello! C'è tanto verde... e ci sono tanti bambini e le giostre..." "Allora non tornare subito a casa. Vieni, andiamo alle giostre."
Taha era contento. Si avviarono così alle giostre dalle quali provenivano grida allegre di altri bambini. Il gioco era l'unico momento in cui Taha si sentiva uguale in tutto e per tutto agli altri bambini. Ma, si sa, a volte i bambini sanno essere crudeli più degli adulti. Fu così che il nostro piccolo protagonista, lasciò i suoi fazzoletti sulla panchina e corse alle giostre. Mentre correva allegro come non mai, si accorse che un gruppo di ragazzetti (più grandi di lui e vestiti all'ultima moda) stava distruggendo tutto il contenuto del suo piccolo zainetto. Corse, urlando "Lasciate stare, vi prego, lasciate stare", la maestra intanto era distratta e, quindi, non si era accorta di ciò che stava succedendo. "Che vuoi mostriciattolo" disse uno dei quattro ragazzini "Perchè non ti lavi visto che hai tutti questi fazzoletti?" e risuonarono le risate sprezzanti degli altri. Taha cerco' di recuperare il suo zainetto, perche' sapeva benissimo che, se fosse tornato a casa senza, la mamma lo avrebbe sgridato.
Intanto quei piccoli monelli cominciarono a passarselo tra di loro e il bimbo tentava di prenderlo. All'improvviso iniziarono a strattonarlo, a dargli calci e pugni. Finche' non fini' a terra e si fece molto male. Ma non verso' neanche una lacrima, perche' era coraggioso. Quando si rialzo', reagi', saltando addosso al primo che gli venne davanti. Purtroppo si ritrovo' gli altri tre che lo afferrarono e cominciarono a trascinarlo per il giardino. Finalmente la maestra Annamaria si giro' e si accorse di quello che stava accadendo. La maestra iniziò a gridare, cercando di attirare l'attenzione dei passanti. Da lontano, nel lato opposto rispetto a dove stavano trascinando Taha, scorse due persone in divisa, due poliziotti. Si precipitò verso di loro e chiese loro aiuto, raccontando di Taha ma non sapendo dare spiegazioni su ciò che era successo. All'arrivo dei poliziotti i bambini si guardarono attorno,alzarono gli occhi e tutti i passanti erano lì fermi a guardare come si sarebbe risolta quella triste situazione. Tutti temevano che il destino del piccolo Taha sarebbe stato quello dei tanti piccoli rom che vediamo nelle nostre strade: i poliziotti l'avrebbero trascinato con loro in questura, prendendogli le impronte. La nuova usanza della giustizia italiana, forse in alcuni necessari, ma non con i bambini.
La paura dei bambini era ormai evidente, il gruppo non era così forte come sembrava. "Chi può dirmi cosa è successo?" Urlò uno dei poliziotti. Nessuno parlava, si sentì soltanto la voce di Taha che porse la mano verso la maestra e disse:<<Da quando l'ho incontrata non mi sono mai annoiato, mi sono sentito sempre meno fragile>>. Tutti sapevano cosa fosse successo, ma Taha con le sue parole pose l'accento su un nuovo pensiero. Improvvisamente rotolò una palla verso uno dei bambini che aveva fatto del male al piccolo rom. Mentre la raccoglieva, fissò per qualche istante Taha e, senza parole o cenni di riconciliazione, gliela lanciò e iniziarono a giocare tutti insieme. Rincorrevano la palla, si divertivano. La maestra aveva le lacrime agli occhi e il solito sorriso. Era bello vederli. Sembravano scoiattoli in continuo movimento che si rincorrevano a gran velocità . Che cosa era successo? Come per incanto i bambini misero da parte la loro prepotenza e si unirono nel gioco. Il futuro che sorride. I musicanti di Scampia