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Saturday, March 9

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    a.a. 2008/9 Una giostra per Taha
    a.a. 2009/10 I musicanti di Scampia...animali da palcoscenico a.a. 2009-10
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    ns. favola Il mercante di sogni
    {http://farm2.static.flickr.com/1291/762948157_26991d5643.jpg?v=0}
    ..UNA GIOSTRA PER TAHA
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    9:18 am

Monday, January 31

  1. page La ns. favola edited ... Quella stessa sera sarebbe partito con un traghetto alla volta di Napoli. Lì sarebbe stato al …
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    Quella stessa sera sarebbe partito con un traghetto alla volta di Napoli. Lì sarebbe stato al sicuro. Padron Toni preparò in gran fretta un sacchetto pieno della merce del suo negozio e lo offrì al ragazzo; quindi lo esortò a contattare, una volta giunto nella città partenopea, Ciro O' Cinese, che lo avrebbe aiutato a guadagnarsi da vivere e a cavarsela. Tahar, anche se spaventato, ringraziò e salutò Padron Toni e, come suggerito, partì.
    L'indomandi mattina, quando la nave attraccò nel porto di Napoli, Tahar rimase a fissare a lungo il molo e la fervida vita che vi pullulava. Poi, con gli occhi bassi, scese dalla nave e cominciò a gironzolare senza una meta. Gira di qua, gira di là. Finalmente pensò di fermarsi a mangiare quel po' di pane che gli aveva regalato Padron Toni. Boccone dopo boccone, il pane in men che non si dica scivolò nello stomaco di Tahar senza sortire effetto alcuno: il ragazzo era più affamato di prima! Così, non avendo ancora intenzione di gettarsi nella mischia di una città sconosciuta, anche se non tanto dissimile dalla sua, almeno in apparenza, il giovane avventuriero decise di sciogliere il nodo del sacchetto di iuta e di dare una sbirciata ai doni di Padron Toni. E quale meraviglia nel constatare che, invece delle prevedibili chincaglierie, il sacchetto conteneva un libro dalle pagine bianche, un fazzoletto di lino ed un melograno. Inutile arrovellarsi per capirne il senso. Tahar era un sognatore ed un ottimista, lo si è detto, perciò sorrise, e sorrise perchè sapeva che di lì a poco, certamente, avrebbe avuto bisogno di quei tre oggetti bislacchi. Li ripose, e baldanzoso si lasciò alle spalle il porto di Napoli.
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    il giorno aded arrivò fino
    Si ritrovò in un bosco molto fitto, dove mancando un vero e proprio sentiero era molto facile perdersi. Allora pensò di tirar fuori il melograno e spargere i suoi semi in maniera tale da ritrovare la strada del ritorno nel caso il bosco non portasse da nessuna parte.
    Si svegliò di colpo, il senso di smarrimento lo aveva invaso e, istintivamente, prese il libro dal suo sacco riempiendo alcune delle pagine bianche con la descrizione del sogno dal quale si era appena destato. Sentiva che potesse avere un significato interessante e provò a rifletterci sù. Forse quel melograno gli avrebbe indicato davvero la direzione giusta da prendere! Dopo aver riflettuto un po', prese il melograno e lo aprì. Quale meraviglia nello scoprire che ogni acino del frutto era d'oro! Ne staccò uno istintivamente ma subito ne ricrebbe un altro identico a quello che aveva staccato. Tahar, che era un ragazzo saggio, capì subito che quella poteva essere la sua fortuna o la sua sciagura; tutto dipendeva dall'uso che avrebbe fatto di quella ricchezza infinita.
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  2. page La ns. favola edited ... Un giorno, mentre erano a scuola, il figlio del ricco Iusuf, Khaled, parlava ai suoi compagni …
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    Un giorno, mentre erano a scuola, il figlio del ricco Iusuf, Khaled, parlava ai suoi compagni della meravigliosa festa che i suoi genitori gli stavano organizzando per il suo compleanno, escludendo dal discorso il povero Tahar. Questi, interessato come tutti i bambini al racconto di meravigliosi giochi e fantastici dolci da poter gustare, si avvicinò agli altri, sempre molto timidamente, e, quasi terrorizzato, chiese di cosa stessero parlando. Khaled, con sguardo fiero e sprezzante, gli rispose: "Non sono cose da pezzenti come te!". Ferito e disperato, Tahar corse alla kasba da suo padre, in lacrime, chiedendogli cosa significasse quella brutta parola, "pezzente". Kalim cercò di spiegare al figlio che l'essere povero di beni materiali non era certo un'infamia, perchè loro erano ricchi di amore, di sogni, di speranze ed erano definiti da tutti "brave persone": questa era la ricchezza più grande cui si potesse aspirare.
    Da quel giorno Tahar iniziò ad osservare con maggiore attenzione ogni gesto di suo padre: capì che per permettere al figlio di gustare quel bicchiere di latte di capra ogni mattina, rinunciava egli stesso alla sua parte di colazione, iniziò a vedere suo padre invecchiare, dimagrire, fino ad ammalarsi e a dover prendere la decisione di vendere la sua amata e preziosa bottega. Tahar non poteva vedere suo padre spegnersi davanti ai suoi occhi, non poteva accettare che l'infamia cadesse sulla sua famiglia, non poteva perdere quell'ultimo, caro affetto. Disperato, quella sera andò a dormire accanto a suo padre e prima di chiudere gli occhi evocò l'immagine sfocata di sua madre, nella speranza di udire ancora quell'amata voce. Kali non tardò a parlargli in sogno, a cullarlo nel suo ventre materno e a rassicurarlo che tutto sarebbe andato per il meglio: doveva soltanto guardare dentro di sé.
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    nostra bottega".
    Cosa aveva in mente Tahar? Partire per l'Italia, proprio come la mamma gli aveva mostrato in sogno; lì lo aspettava un incontro che gli avrebbe cambiato del tutto l'esistenza.
    A questo punto non restava che trovare un modo per raggiungere l'Italia, il paese che Tahar, come tanti altri tunisini, immaginava come un luogo magico in cui chiunque può realizzare i propri sogni. Giunto al porto di Tunisi chiese quale fosse la prima nave in partenza per l'Italia; gli venne indicata quella del capitano israeliano Hofer. Non avendo i soldi per pagarsi il viaggio, Tahar raccontò al capitano la sua triste storia, promettendogli di lavorare sodo in cambio di un passaggio per Siracusa. Il capitano, commosso dalle parole del giovane, decise non solo di ospitarlo sulla sua nave ma anche di fare il possibile per aiutarlo. Gli consigliò di rivolgersi, una volta giunto a Siracusa, ad un tale "Padron Toni", noto venditore di animali da compagnia della città. {pappagallo.gif} Nonostante il misterioso consiglio del capitano, Tahar si fidò e una volta giunto sull'isola andò in cerca dell'uomo. Ma per quanto chiedesse, nessuno sapeva indicargli chi fosse o dove si trovasse "Padron Toni".
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  3. page La ns. favola edited ... Si ritrovò in un bosco molto fitto, dove mancando un vero e proprio sentiero era molto facile …
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    Si ritrovò in un bosco molto fitto, dove mancando un vero e proprio sentiero era molto facile perdersi. Allora pensò di tirar fuori il melograno e spargere i suoi semi in maniera tale da ritrovare la strada del ritorno nel caso il bosco non portasse da nessuna parte.
    Si svegliò di colpo, il senso di smarrimento lo aveva invaso e, istintivamente, prese il libro dal suo sacco riempiendo alcune delle pagine bianche con la descrizione del sogno dal quale si era appena destato. Sentiva che potesse avere un significato interessante e provò a rifletterci sù. Forse quel melograno gli avrebbe indicato davvero la direzione giusta da prendere! Dopo aver riflettuto un po', prese il melograno e lo aprì. Quale meraviglia nello scoprire che ogni acino del frutto era d'oro! Ne staccò uno istintivamente ma subito ne ricrebbe un altro identico a quello che aveva staccato. Tahar, che era un ragazzo saggio, capì subito che quella poteva essere la sua fortuna o la sua sciagura; tutto dipendeva dall'uso che avrebbe fatto di quella ricchezza infinita.
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    e felicità. Mohamed dunqueMohamed, dunque, aveva un
    Intanto il ragazzo, alla scoperta del capoluogo campano, si imbatteva ogni giorno in luoghi, persone, usanze nuove. A questo viaggio "terreno" si affiancava quello nel suo mondo immaginario. Tahar sognava, sognava, sognava...e, come fece per il primo, scrisse tutti i suoi sogni sul libro dalle pagine bianche, anche quelli in apparenza meno significativi. In ogni sogno c'era qualcosa di speciale che, ben interpretato, trovava i suoi riscontri nella realtà e chissà che un giorno quei sogni potessero essergli d'aiuto!
    Una notte sognò di essere su una spiaggia, a raccontare favole ai bambini e, mentre raccontava, una forza malefica si palesò ai suoi occhi: era un lupo dagli occhi di fuoco che ringhiava con la schiuma alla bocca. La paura di quell'immagine così viva e così terrificante lo indusse a svegliarsi e a riflettere sul significato di quel sogno... Mohamed era vicino?
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    Sporgendosi non potè fare a meno di avere paura di cadere, anche se era un sogno, "È solo un sogno, è solo un sogno...".
    "Fai il solletico alla nuvola" disse la madre. "Cosa?!" Tahar era incerto, "Per convincerla a spostarsi le devi fare il solletico, avviciniamoci un pò o non riusciremo a vedere nulla". Tahar un pò imbarazzato cominciò a solleticare la nuvola che rise come una ragazzina. La convinse a spostarsi più in basso a qualche metro dai tetti delle case e poteva sentire il pungente odore delle spezie provenire dalle loro cucine.
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    tre uomini che lo inseguivano.
    "Vi prego fermi, non fategli del male!" si accasciò al suolo piangendo. Era di una bellezza ultraterrena. I capelli ricci incorniciavano il viso di una dea ed era pericoloso guardare in fondo a quegli occhi di colore scuro in cui potevi perderti. {donna_tunisina.jpg}
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    quello che volete!"volete!", singhiozzava. "Mi
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    scendiamo, devo vedere!",vedere!". Tahar fece
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    sbellicavano dalle risate, "Hahahahaha"risate. "Hahahahaha", esclamò il
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    fratello. "Hahaha, hehehe!"hehehe!", gridò di
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    così posso infilzarti!",infilzarti!". "Parlami più
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    ancora la parola!", "Maledetto"parola!". "Maledetto", disse il
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    fratello. "Hahoha, ha!"ha!", allora disse
    ...
    fratello. "Hoho! Hihaha"Hihaha", risposero i
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    direttamente ad Allah", dettoAllah". Detto questo si
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    "Hai capito Tahar?"Tahar?", disse sua
    “Stella, stellina,
    la mamma ti è vicina,
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    12:58 am
  4. page La ns. favola edited ... {http://i56.tinypic.com/10eepuu.jpg} I clienti apprezzavano molto i prodotti di Kalim; tutt…
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    {http://i56.tinypic.com/10eepuu.jpg}
    I clienti apprezzavano molto i prodotti di Kalim; tuttavia, da quando il bey aveva imposto l'aumento delle tasse a tutti i cittadini, si erano visti costretti ad acquistare i prodotti economici, ma scadenti, della bottega di Iusuf. Ragion per cui, da un po' di tempo Kalim alla fine del mese riusciva a malapena a pagare i creditori: "Un giorno", diceva, "mio figlio erediterà tutto questo, in un tempo in cui il Bey sarà illuminato, e capirà che anche il netturbino deve profumare il suo cous cous con chiodi di garofano del Madagascar!"
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    definiti da tutti,tutti "brave persone":
    Da quel giorno Tahar iniziò ad osservare con maggiore attenzione ogni gesto di suo padre: capì che per permettere al figlio di gustare quel bicchiere di latte di capra ogni mattina, rinunciava egli stesso alla sua parte di colazione, iniziò a vedere suo padre invecchiare, dimagrire, fino ad ammalarsi e a dover prendere la decisione di vendere la sua amata e preziosa bottega. Tahar non poteva vedere suo padre spegnersi davanti ai suoi occhi, non poteva accettare che l'infamia cadesse sulla sua famiglia, non poteva perdere quell'ultimo, caro affetto. Disperato, quella sera andò a dormire accanto a suo padre e prima di chiudere gli occhi evocò l'immagine sfocata di sua madre, nella speranza di udire ancora quell'amata voce. Kali non tardò a parlargli in sogno, a cullarlo nel suo ventre materno e a rassicurarlo che tutto sarebbe andato per il meglio: doveva soltanto guardare dentro di sé.
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    pervadeva la strada...strada. Erano appena
    Cosa aveva in mente Tahar? Partire per l'Italia, proprio come la mamma gli aveva mostrato in sogno; lì lo aspettava un incontro che gli avrebbe cambiato del tutto l'esistenza.
    A questo punto non restava che trovare un modo per raggiungere l'Italia, il paese che Tahar, come tanti altri tunisini, immaginava come un luogo magico in cui chiunque può realizzare i propri sogni. Giunto al porto di Tunisi chiese quale fosse la prima nave in partenza per l'Italia; gli venne indicata quella del capitano israeliano Hofer. Non avendo i soldi per pagarsi il viaggio, Tahar raccontò al capitano la sua triste storia, promettendogli di lavorare sodo in cambio di un passaggio per Siracusa. Il capitano, commosso dalle parole del giovane, decise non solo di ospitarlo sulla sua nave ma anche di fare il possibile per aiutarlo. Gli consigliò di rivolgersi, una volta giunto a Siracusa, ad un tale "Padron Toni", noto venditore di animali da compagnia della città. {pappagallo.gif} Nonostante il misterioso consiglio del capitano, Tahar si fidò e una volta giunto sull'isola andò in cerca dell'uomo. Ma per quanto chiedesse, nessuno sapeva indicargli chi fosse o dove si trovasse "Padron Toni".
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    Un gendarme vedendolo girovagare tutto solo, con lo sguardo smarrito, lo fermò dicendogli: “Picciriddu, tutto bene? Ti sei perso?” Tahar si trovò davanti un omone in uniforme che stava sfumacchiando una sigaretta, gli faceva ombra talmente era grande.
    Spaventato, cominciò a correre per le vie della città. Poi buttò un occhio alle spalle per controllare se era riuscito a seminare il gigante.
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    fu più fatale,fatale: travolse, inciampando,
    Mohamed, uomo molto scaltro, intuì subito che aveva davanti un ragazzino solo e indifeso, e pensò bene che avrebbe potuto sfruttarlo per i suoi loschi movimenti. Poichè Tahar si era leggermente ferito nella forsennata corsa, Mohamed con affettata sollecitudine lo soccorse come un padre affettuoso che si preoccupa per il proprio figliolo. Tanto bastò per conquistarsi l' immediata fiducia di Tahar che in quei gesti rivide la premura del suo caro padre.
    Per alcuni giorni Tahar aveva accettato di dare una mano lavorando duramente nel negozio di Mohamed, fino a quando una mattina trovò delle armi da fuoco nascoste nella dispensa. Quale fu lo stupore di Tahar è facile immaginarlo: Mohamed, quell'oscuro uomo, trafficava armi che con molta probabilità rivendeva ai mafiosi dell'isola. Impaurito, Tahar fuggì, ma Mohamed lo riacciuffò di nuovo e lo rinchiuse in casa, legandolo. Preso dalla disperazione, Tahar non sapeva come liberarsi, quando all'improvviso vide svolazzare su di lui il misterioso pappagallo che aveva già incontrato nei giorni addietro, il quale lo slegò in un battibaleno con la forza del suo becco.
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Sunday, January 30

  1. msg Salve! message posted Salve! Che bel lavoro abbiamo fatto! Ci vediamo tra qualche ora
    Salve!
    Che bel lavoro abbiamo fatto!
    Ci vediamo tra qualche ora
    11:51 pm
  2. msg Salve! message posted Salve! Bel lavoro colleghi! A domani
    Salve!
    Bel lavoro colleghi!
    A domani
  3. page La ns. favola edited ... - "Brutta cosa, la vecchiaia". -" - "Si è mai visto un miracolo così, il…
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    - "Brutta cosa, la vecchiaia". -"
    - "Si è mai visto un miracolo così, il Signore apparire in forma d’asino?"
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    solo, il reduceReduce si accorse
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    lo guardava affascinato.- "Eaffascinato. - E tu, almeno tu ci credi?credi?- gli chiese l'anziano reduce.Reduce. Tahar annuì
    Non conosceva ancora molto bene la lingua italiana, ma era molto affascinato da quello strano linguaggio usato dal vecchio, simile alla nenia che la sua mamma gli cantava sempre in sogno. Forse fu grazie a quel suono familiare che Tahar comprese la domanda del vecchio e che, per lo stesso motivo, il vecchio capì quel che il ragazzo gli rispose nella sua lingua.
    - "AncheAnche mio nonno,
    ...
    giro per questo".questo.-
    Il vecchio gli carezzò la testa e, insieme, volsero lo sguardo al cielo dove un pappagallo planava {Pappagallo.jpg} con abilità pilotando un atterraggio perfetto sulla spalla di Tahar.
    - "Ciro,Ciro, Ciro Ciro..".-Ciro...- ripeteva il
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    Napoli.
    - "Signore,Signore, Ciro O' Cinese?"Cinese? - chiese Tahar
    - "CiroCiro O' Cinese?
    ...
    Reduce.
    - "LuiLui aiuto me,
    ...
    può!-
    - "QuestoQuesto pappagallo è
    ...
    Come si chiama?"chiama?-
    E volgendolo
    ...
    "pappagallo" - "Lui, papà-gall"-Lui, papà-gall -
    - "PiacerePiacere di conoscerti Papà-gall"Papà-gall - disse il
    Si osservarono per un pò, poi il Reduce estrasse dalla sua tasca un braccialetto di bambù a cui era attaccata una pietra di corallo su cui erano incise le lettere N S.
    - "QuesteQueste sono le
    ...
    storia è vera?".
    -"Ti
    vera?.-
    -Ti
    credo...forse chi
    ...
    persone in profondità".
    "Ma
    profondità.-
    - Ma
    tu sei
    ...
    mai sei qui?"qui?- Tahar cominciò
    ...
    di sè.
    "Prendi

    - Prendi
    questo braccialetto,
    ...
    e mi piaci!".piaci!.-
    Si diressero verso Capomiseno, dove, come affermò il vecchio Reduce, avrebbero trovato Ciro O' Cinese.
    {occhio_blu.jpg} Quando misero piede in quella che per Tahar era una strana casetta sulla strada, accolti da una donna seduta alla porta intenta a ricamare un grosso manto di lana - Con questo caldo?!, pensò Tahar - la gioia fu tale per il ragazzo da tenerlo immobile per i primi cinque minuti, aggrappato con tutte le sue forze alla gamba del vecchio Reduce. Riprendendosi lentamente da quella sensazione che lo faceva sembrare Pinocchio "nel paese dei balocchi", Tahar si sentì afferrato per un braccio da una bambina che lo guardava con due occhi pieni di brillanti. Maria lo trascinò in mezzo a quella moltitudine di bambini che scrivevano, disegnavano, suonavano, cantavano e gli mostrò un banchetto come se quello dovesse essere il posto assegnato proprio a lui, Tahar Soliman. Le attività dei bambini si interruppero all'ingresso di un uomo alto, magro, con i baffetti su un muso sottile e due occhi a mandorla. Il silenzio tuonò nella stanza.
    - "BenvenutoBenvenuto nella Scuola
    ...
    sentenziò l'uomo
    -"Come

    - Come
    fa a
    ...
    confusione.
    - "QuiQui potrai, come
    ...
    la tua guida"guida.-
    Non ci volle molto tempo perché Tahar capisse in che posto si trovasse e quale fosse il suo compito. Grazie, soprattutto, all'aiuto di Maria.
    In quella piccola casetta che, nonostante la calura estiva, era fresca come può esserlo un giardino all'ombra di alberi di palma, tutti i bambini contribuivano all'andamento del nucleo "familiare". C'era Biko, dal Kenya, detto "Maradona" per il suo casco di capelli ricci; Ela, dalla Romania, detta "Sofia Loren" che, mentre si impegnava nelle faccende domestiche, sognava di essere un'attrice famosa; Albert, dalla Slovenia, detto O' Scienziato perché amava fare strani esperimenti con qualunque cosa gli capitasse a tiro, avanzando strampalate teorie; Maria, napoletana, detta A' Brillante per quei suoi occhi verdi e profondi come smeraldi.
    ...
    L'idea era quella di affidare a ciascun bambino un compito affinché avessero la possibilità di imparare a cavarsela da soli qualora le situazioni della vita, una volta usciti da quel "nido", lo richiedessero. E così anche Tahar imparò a preparare da mangiare, a lavare i piatti, a rassettare le stanze e a incaricarsi di tutte le faccende domestiche necessarie a rendere la casetta vivibile. Una volta compiuto il proprio dovere, ogni bambino dedicava il resto della giornata alla propria passione. Tahar prese a sfogliare il suo libro dei sogni e per ogni sogno scritto, quelli che lui stesso aveva fatto, ne realizzò delle rappresentazioni grafiche con pennelli e acquerelli. Quando mostrò quei disegni a Ciro, dal sorriso sgargiante del direttore Tahar capì di aver trovato il suo talento nascosto.
    Il giorno dopo arrivò a scuola una donna che diceva di chiamarsi Margherita "L'Artista".
    -"InIn questa città
    ...
    hanno un soprannome"soprannome, pensò Tahar.
    ...
    Tahar: - "MaMa tu da dove vieni ragazzo?"ragazzo? -
    - "Tunisia, Hammamet"-Tunisia, Hammamet -
    - "No,No, da che
    ...
    mondo vieni? "--
    Tahar questa volta non capì la domanda che gli era stata posta, ma intervenne O' Cinese che concluse:
    - "DalDal mondo dei
    ...
    noi l'abbiamo trovato!"trovato! - e
    "L'Artista" sarebbe stata la manager di Tahar. Lui avrebbe dovuto solo continuare a coltivare giorno dopo giorno il suo talento affinchè in futuro i suoi disegni sarebbero andati a servizio del mondo.
    Intanto Tahar divenne famoso in tutta Napoli con l'appellativo di "Il mercante di sogni".
    ...
    Arrivò fino alla spiaggia, di corsa, con un'ansia pesante sul cuore. Urlava con tutto il fiato che aveva in gola il nome di Maria ma le parole gli rimbombavano nelle orecchie come tamburi incessanti senza nessuna risposta.
    Vai giù fino alla punta, figlio mio, corri…Era la voce di sua madre Kali.
    ...
    Capomiseno dove trovò…"Tahar?trovò…
    -Tahar?
    Tahar svegliati!"
    Era
    svegliati!-
    Era
    Maria, lo
    ...
    tutta appiccicaticcia. "Ti-Ti sei addormentato
    ...
    tutto bene?
    Sembri
    Sembri aver visto
    ...
    sulla faccia?
    Forse
    Forse è meglio
    ...
    una bella notizia". notizia.
    Si rese conto che il suo stomaco brontolava non poco. Strofinò la mano sulla faccia che si colorò di strane tonalità! Si era addormentato con la faccia sulla sua opera. Ma cosa aveva disegnato? Si capiva che era una spiaggia, e forse si intravedevano delle persone, ma i contorni quasi si confondevano, aveva spalmato tutto il colore con la guancia.
    Dopo essersi ben lavato e asciugato si sedette a tavola con gli altri ragazzi e aspettava impaziente di mangiare qualcosa.
    ...
    Tahar si chiedeva dove potesse essere andata, era preoccupato, ma inutilmente, perchè Maria era al sicuro... con Mohamed. Proprio così, la ragazza era il suo "gancio" a Napoli e con la sua faccia angelica sapeva mascherare molto bene i suoi sporchi affari.
    Era stata lei a rivelare dove si trovasse il ragazzo e quindi in poco tempo il terribile uomo avrebbe raggiunto i ragazzi. Eppure forse c'era ancora la possibilità di salvarsi, forse poteva esserci per loro un nuovo giorno ...una nuova vita!
    ...
    voce gracchiante, "Sì, buona notte""Buona notte Papà-gall" rispose Tahar,
    Era tutto azzurro. Era in alto... molto in alto. "Allah akbar!" disse Tahar. "Ciao mia piccola stellina", sua madre era al suo fianco, su una nuvola! Eh sì, erano su una nuvola su di una città che Tahar conosceva molto bene. Tunisi!
    ...
    un sogno...". "Fai
    "Fai
    il solletico
    "Là", la madre gli indicò un punto in basso in mezzo alla città. Si stropicciò gli occhi e guardò meglio. C'era un ragazzo che scappava nella folla spintonando le persone per farsi largo e tre uomini lo inseguivano. Correva come se ne andasse della sua vita ma i tre gli erano quasi addosso e non sembravano avere buone intenzioni. Per sua sfortuna il ragazzo andò a infilarsi in un vicolo cieco e il muro era troppo alto da scavalcare. Gli uomini si avvicinarono lentamente per accerchiarlo, nonostante la distanza Tahar poteva vedere le loro facce madide di sudore, non doveva essere stato facile prenderlo. Il ragazzo tentò un paio di volte di arrampicarsi al muro ma era senza appigli e non faceva altro che riscivolare giù. In quel momento si girò per fronteggiare i suoi aggressori e Tahar rimase a bocca aperta, senza parole. Il ragazzo era proprio Mohamed, nient'altro che un giovane Mohamed. "Andate via, non ho fatto niente di male" disse, "Sì invece!" urlò uno dei tre, "Come hai osato anche solo avvicinarti a nostra sorella, vile!", disse il secondo estraendo un minaccioso pugnale, "Addirittura osare baciarla, un pezzente come te! La feccia come te non dovrebbe nemmeno esistere! Ma non aver paura, tra qualche minuto non sarà più un problema". Il terzo era il più arrabbiato dei tre, Tahar sapeva che in una città come Tunisi, dove il vecchio e il nuovo coesistevano e dove nei mercati potevi trovare delle televisioni ma anche gli ingredienti per una pozione magica, era ancora estremamente importante rispettare le caste, soprattutto per i ricchi. Mohamed combattè per salvarsi la vita ma fu sopraffatto in poco tempo. "Fermi, vi prego!". Una donna entrò nel vicoletto gridando.
    "Vi prego fermi, non fategli del male!" si accasciò al suolo piangendo. Era di una bellezza ultraterrena. I capelli ricci incorniciavano il viso di una dea ed era pericoloso guardare in fondo a quegli occhi di colore scuro in cui potevi perderti. {donna_tunisina.jpg}
    ...
    Tahar si svegliò di soprassalto, aveva una mano premuta sulla bocca, era Mohamed che lo stava portando via di peso. Arrivato in una baracca lo scaraventò a terra senza tanti complimenti e disse "Qui siamo abbastanza lontani e non ci sentirà nessuno mentre ci facciamo una chiacchierata". A quel punto, sfilò dalla cintura un grosso coltello dall'aspetto poco rassicurante, "Siamo alla resa dei conti", disse. Tahar notò che in un angolo rilucevano i suoi ferri del mestiere, album e colori, non sapeva però come distrarre Mohamed per arrivarci, nè dove trovare il tempo per utilizzarli in quella situazione. Aveva bisogno di più tempo. In quel momento entrarono tutti i ragazzi accompagnati da Ciro e da... Padron Toni! Che ci faceva lì? Troppe domande, era il momento di scattare! Allungò velocemente le mani verso l'album ma... "Non così in fretta!", disse Mohamed spiccando un balzo verso di lui e tagliandogli la strada. "Pensi che Maria non mi abbia detto niente, bamboccio?". In quel momento si ripetè la magia. Padron Toni, quel vecchio appesantito dagli anni e non solo -sappiamo tutti che aveva una bella pancia- battè rumorosamente le mani tre volte e in un vorticoso attimo colorato si trasformò... divenne il pappagallo. Mohamed rimase impietrito, aveva sicuramente riconosciuto il pappagallo e fu abbastanza svelto da schivare la prima, ma sicuramente fatale, beccata. "Allora sei tu l'uccellaccio?", disse. "Se avessi saputo che sarebbe finita così non ti avrei di certo aiutato, sei una delusione", gracchiò il pappagallo. Era il momento giusto, Tahar agguantò l'album e i colori e cominciò freneticamente a disegnare. Non ricordava perfettamente, ma non c'era assolutamente un attimo da perdere. Il pappagallo e Mohamed continuavano a girarsi intorno, una volta si faceva avanti uno, tentando una beccata, una volta si faceva avanti l'altro, tentando un affondo. I ragazzi impietriti non riuscivano ad intervenire, spaventati dall'arma. Ciro, dal canto suo, non sapeva come rendersi utile, essendo armato solo di una padella. "Sai perchè ti ho seguito fino a Siracusa? È stato l'amore che provava Halima a convincermi, sono venuto per vedere se davvero ti importava qualcosa, ma ti sei arreso troppo presto". "Non nominarla!" gridò Mohamed, "Non è stato facile sopravvivere lì e non ho incontrato nessuno che mi aiutasse. Se era così importante per te potevi aiutarmi! E invece ho dovuto cavarmela da solo!". "Diventando un poco di buono?", disse il pappagallo. Gli occhi di Mohamed diventarono lucidi per i ricordi.
    {http://t2.gstatic.com/images?q=tbn:ANd9GcRq4T1bGock1vC-93os5FOMSNwXtwNuWzJRqQ0smEfWi95deukNE1k1Mdow}
    ...
    intanto aveva finito..........finito...
    "Ehi!" disse, "guarda qui..."
    Il disegno era perfetto, sembrava quasi una foto. Ritraeva una bellissima donna dai capelli ricci. Era ritratta mentre aspettava al porto e guardava speranzosa i volti di quelli che scendevano da una nave mercantile.
    ...
    Tunisia "viaggio on the road" da Hammamet a Siracusa a Capomiseno e Varcaturo.
    - I PERSONAGGI
    ...
    madre Kali, bellobello, dotato di
    ...
    artistiche.
    Antagonista: Mohamed scissionistaMohamed, scissionista, ladro ed
    Aiutante: pappagallo
    - LA VICENDA
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  4. page La ns. favola edited ... estate del 2011 - LA CONCLUSIONE Morale: non Qualcuno decide di metterli in un cassetto, q…
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    estate del 2011
    - LA CONCLUSIONE
    Morale: nonQualcuno decide di metterli in un cassetto, qualcun altro vi si rifugia per sfuggire alla realtà. Pochi aiutano gli altri a farli senza aver paura...i sogni, quei luoghi oscuri, misteriosi, magici che hanno la capacità di renderci la vita più saporita. Perché smettere mai di sognare e credere alla realizzazione dei tuoi desideri.o decidere di non farlo quando un giorno "il sogno realtà diverrà"?...finché ci credi, ovvio!
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